È vero, siamo all’ultimo scorcio di febbraio, ma si dice non sia mai troppo tardi per pensare ai buoni propositi per l’anno nuovo. Quindi eccoci qui – alle prime battute di un nuovo, impegnativo anno – a formulare piani ambiziosi e progetti di crescita e di cambiamento. Come esperti di social media marketing, di strategie per la promozione delle imprese sul web siamo sempre impegnati a esaminare i cambiamenti in uno scenario in continua e rapida evoluzione. Ma, più semplicemente, cosa possiamo attenderci per questo 2016 nel mondo dei social network e delle strategie di marketing e promozione nel panorama digitale?

Bene. Ecco qui per voi – per tutti voi che fate business e impresa – alcune ipotesi e previsioni, plausibili anche per un mondo che si evolve rapidamente come quello dei social media, alla luce delle tante tendenze che si sono andate manifestando e consolidando nel corso dell’ultimo anno. Le abbiamo rese in una lista di “cose da fare” per tutti quelli che lavorano in questo campo e per quei marchi, business, organizzazioni e professionisti che vogliono veder fruttare i loro sforzi nel campo del social media marketing. Un elemento sempre più essenziale per una strategia di crescita di qualsiasi impresa, come sottolineato recentemente da una ricerca Co. Mark illustrata in questo articolo de Il Sole 24 Ore.

Social Media Marketing: 10 consigli per un 2016 in crescita:

  1. Facciamo buon uso, e anche abbondante, delle piattaforme di video marketing, tra cui la recente “Facebook Live”, le nuove app video per i live-streaming sul cellulare, Periscope e Blab, e le conosciutissime YouTube, Instavid (Instagram Video) e Vine. E’ ora, ragazzi! Le aziende stanno già sfruttando i video in modi creativi per interagire in tempo reale con gli utenti, e per mostrare, come in vetrine virtuali, i loro prodotti e servizi in modo autentico, informativo e coinvolgente. E’ ormai arcinoto come i contenuti multimediali siano un antidoto efficace contro l’aumento del tanto temuto bounce rate (tasso di rimbalzo) sulle pagine del nostro sito web! I budget per le produzioni video non potranno che crescere, assieme alla necessità di personalizzarle e riadattarle per la distribuzione su tutte le piattaforme dei social media. Tutti ci aspettiamo per questo nuovo anno che i miglioramenti della qualità influenzino la popolarità e la condivisibilità dei contenuti video. Quindi direi che conviene investire su equipaggiamento e competenze per migliorare la qualità delle produzioni video.
  2. I contenuti che creiamo, qualsiasi durata abbiano, devono essere di alta qualità e devono essere condivisi con regolarità seguendo un preciso schema editoriale. La costanza e una buona organizzazione degli aggiornamenti costituiscono in effetti il nucleo di una strategia di crescita dell’autorevolezza del proprio sito web. Gli algoritmi che distribuiscono i contenuti agli utenti delle app e nelle piattaforme dei social media stanno ridefinendo il ruolo che il content marketing gioca nell’attrarre clienti vecchi e nuovi. Il 2015 è stato l’anno in cui le immagini sono diventate fondamentali nell’approccio ai contenuti su tutte le piattaforme.
    Contenuti visivi accattivanti come foto, GIF, infografiche, video animati ma anche e-books, libri bianchi, post di blog, casi studio, tutorial e webinar destinati a segmenti di nicchia, sono strategie importanti per emergere dalla folla, accrescere il viral reach/bacino d’utenza e la redditività (ROI) di quanto hai investito sul marketing. Riassumendo potremmo dire che ogni tipo di contenuto può contribuire, purché aumenti significativamente il valore percepito dagli utenti.
    Persino il buon vecchio podcast sta vivendo (per così dire…) il suo Rinascimento. Molti esperti della materia infatti stanno approfondendo l’uso di questo social medium un po’ antico.
  3. Usiamo un calendario editoriale che regoli i ritmo di pubblicazione e aggiornamento dei nostri contenuti. Stabiliamo attività giornaliere, settimanali o mensili per pianificare la creazione e la distribuzione dei contenuti su ogni profilo che gestiamo sui social media. Qualità, quantità, coinvolgimento e condivisione sono i mantra che definiscono il content marketing sui social media. I calendari editoriali offrono un importante meccanismo organizzativo che può migliorare la produzione dei contenuti sia per professionisti singoli sia per organizzazioni, aziende e marchi di punta.
    Il mio consiglio per le aziende è di optare per un custom template in modo che colleghi e membri dello staff possano condividere contenuti validi attraverso account multipli.
  4. Adottiamo uno strumento online (o, se necessario, più di uno) per creare, distribuire, misurare e tenere sotto controllo i contenuti in tutti i canali dei social media. La crescente domanda di social media marketing ha creato la necessità di diversificare sempre più la produzione di contenuti. La gestione di piattaforme diverse, ciascuna con specifiche caratteristiche e necessità, rende spesso difficile un lavoro regolare ed efficiente. Per fortuna esistono ormai diverse soluzioni per ottimizzare e automatizzare il lavoro, organizzando flussi di lavoro anche per realtà particolarmente complesse. Presto su questo Blog recensiremo alcune di queste soluzioni aggiungendo per voi anche alcuni preziosi consigli e scenari di utilizzo.
  5. Aumentiamo la pubblicità sui social media per influenzare segmenti chiave del pubblico con messaggi di marketing mirati, trascinanti e coinvolgenti. L’organic reach per i post di Facebook (la possibilità di raggiungere e coinvolgere gratuitamente gli utenti) è precipitato all’1% della base di utenti. Nonostante su molte piattaforme sociali sia ancora possibile raggiungere gratuitamente e organicamente una grande quantità di utenti, mi aspetto che nei prossimi anni ci sarà il bisogno di optare per un approccio di pubblicità pagata anche sulle altre piattaforme.
    Quindi dato che sui social media sarà sempre più importante “pagare per partecipare”/ “pay to play”, io consiglio di strutturare A/B test sui materiali pubblicitari, sui segmenti di pubblico su cui puntare, sui concetti creativi da approfondire e postare su Facebook. Questi test produrranno metriche affidabili che potranno migliorare i futuri risultati della pubblicità su Facebook come su altre piattaforme sociali.
  6. Usiamo software di marketing automation come InfusionSoft o Hubspot per alimentare i rapporti con clienti abituali e potenziali e per produrre un continuo flusso di contenuti validi per attivare e accrescere il loro interesse per i tuoi servizi. Recenti studi hanno mostrato che, in tutte le tappe del loro percorso di acquisto, i clienti usano Internet per farsi un’idea delle competenze e della reputazione dei fornitori di servizi.
    Rendere automatico il processo di messaging permette alle aziende di fornire il messaggio giusto al momento giusto alle persone giuste, e di raccoglierne al contempo gli indirizzi e-mail. L’e-mail marketing è vivo e vegeto, è pure in salute, e continua a supportare le azioni di marketing di professionisti singoli e aziende.
  7.  Costruiamo e coltiviamo le relazioni con gli influencers dei social media. Le nuove celebrità del marketing sono gli Instagramer, i Viners, gli Youtubers, i blogger e i capi di aziende con numerosi seguaci sui social media. Per approfittare della natura virale dei social media, è importante motivare gli influencers chiave in modo che forniscano determinate informazioni ai loro seguaci. Gli straordinari sforzi dei blogger sono cresciuti fino a includere influencers creativi su tutte le piattaforme sociali. Le matching platforms (cioè le piattaforme preposte a mettere in contatto due categorie di persone o aziende, ad esempio chi vende e chi compra, oppure chi cerca lavoro e chi lo offre) online e le agenzie specializzate nella ricerca di talenti hanno guadagnato visibilità negli ultimi anni perché aiutano i marchi a collegarsi e a coltivare rapporti con gli influencers appropriati. Questo processo continuerà a richiedere risorse finanziarie significative.
  8. Impariamo a interpretare e a padroneggiare i dati per impostare intelligentemente gli indicatori di performance chiave e misurare il ROI del social media marketing. Così come continuano ad aumentare le risorse richieste per implementare e ottimizzare le strategie di social media marketing, allo stesso modo aumenta il bisogno di controllare e misurare il ritorno degli investimenti su social media marketing e pubblicità. Fortunatamente, sia le piattaforme che gli outside providers/fornitori esterni stanno fornendo più dati cosicché gli utenti possano capire come migliorare i risultati delle loro attuali attività sui social media.Il coinvolgimento sui social media gioca un ruolo importante nel mix di attori e attività che caratterizza il marketing. Quindi i dati sulla performance ci aiuteranno ad assicurarci che i social media rimangano una parte importante delle strategie integrate di marketing e comunicazione per i nostriprodotti e servizi.
  9. Basta ignorare LinkedIn (specialmente se siamo dei professionisti B2B/interaziendale) e teniamoci sempre aggiornati sulle nuove figure che emergono nel settore dei social media. Il social selling, che significa produrre contenuti per dimostrare competenze e generare e trasmettere fiducia, nel 2015 è cresciuto in importanza. In un sondaggio Forrester del 2015, il 74% degli acquirenti ha affermato di condurre online più della metà della sua ricerca prima di effettuare un acquisto offline. I contenuti informativi prodotti per siti web e LinkedIn possono e dovrebbero essere riadattati per attrarre LEADS su nuovi e vecchi canali dei social media.Sarà sicuramente eccitante seguire Instagram e SnapChat e vedere se continueranno a crescere in popolarità. Le ricerche correnti suggeriscono che l’utente medio ha una presenza attiva su 5 o più piattaforme sociali. Quindi è importante tenere traccia di dove la tua eventuale utenza spende il suo tempo e capire il modo migliore per coinvolgere clienti vecchi e nuovi.
  10. Impariamo tutto il possibile sulle app di messaggistica come WhatsApp e WeChat perché saranno i canali di comunicazione preferiti nel futuro, specialmente tra i giovani. Questo è particolarmente vero se operiamo in settori business to consumer. È sempre importante seguire ed esaminare l’attività della nostra utenza nel tempo. Presto i marchi più sofisticati sfrutteranno, grazie a pubblicità mirate, le opportunità di personalizzazione di questi canali.

E voi, cose ne pensate? Avete sicuramente fatto diversi buoni propositi di crescita per il 2016…avete già avuto modo di verificarli? Non sarà mica il caso di correggere il tiro e far posto a qualche elemento diverso dal solito?

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